Vorrei condividere alcuni pensieri degli interventi di questo Pesach appena concluso. Nella sessione iniziate Yehuda ha parlato del concetto di schiavitu' e di liberta', ricollegandosi al passaggio storico degli israeliti dall'Egitto nella terra promessa. Spesso noi siamo schiavi del desiderio di ricevere per noi stessi (DRSA) e la nostra schiavitu' mentale puo' essere ancora piu' forte di quella fisica. La prima, infatti, e' molto difficile da eradicare perche' fa parte del nostro DNA, perche' deriva da centinaia di anni di consapevolezza collettiva che ha fatto si' che noi considerassimo "normali" e non modificabili certi nostri schemi mentali, anzi, siamo portati a pensare che questa schiavitu' faccia parter della nostra vita.
Si crea cosi' una consapevolezza collettiva di schiavitu', in varie forme, che ci porta spesso a affidare la nostra vita a altre persone (medici, avvocati, consiglieri, ecc): cosi' facendo e' come se abdicassimo alla nostra responsabilita' personale.
Quando gli israeliti si sono trovati tra l'esercito egiziano e il mare hanno "gridato" verso Dio, ma il Creatore ha risposto: "perche' mi chiamate, avete gli strumenti, usateli!"
Dobbiamo quindi cercare di recuperare la nostra responsabilita' e la certezza di essere solo noi Creatori del nostro destino.
Il secondo pensiero di Yehuda e' legato al dubbio.
Ci troviamo a vivere in un momento storico critico, dove arriviamoa dubitare e abbiamo paura di tutto cio' che vediamo. Lo stesso sistema dell'universo e' messo in discussione.
Yehuda racconta la storia di una persona che aveva molti debiti con un ricco signore e non sapeva come pagarli. Pensa allora di rivolgersi a un grande saggio, il Bal Shem Tov, e di chiedergli una risposta. Va a trovarlo, espone la sua situazione e il saggio gli da' una busta che dovra' essere consegnata al creditore di questo pover uomo; lo prega pero' di non aprire la busta. Durante il viaggio la curiosita' e' tale che quell uomo decide di sbirciare nella busta e, con sorpresa, trova un foglio bianco. Avendo pero' certezza nel Bal Shem Tov consegna la busta al creditore, questi la apre e libera l'uomo da ogni debito. Il protagonista della storia, felicissimo, corre dal saggio, lo ringrazia e racconta come sia stato liberato dai debiti. Ma il saggio risponde: sei un idiota, se tu non avessi aperto la busta, non solo non avresti piu' debiti, ma saresti entrato in possesso di tutti i beni del tuo ricco signore.
Yehuda ci invita a non aprire la busta nei prossimi mesi.
Grazie a tutti
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